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La gastronomia

I tradizionali piatti tipici

Venti chilometri a sud di Lecce, a ugual distanza tra il mar Jonio e l’Adriatico, si incontra Galatina, fiorente cittadina ricca di bellezze artistiche, architettoniche e tradizioni locali. Definita l’ombelico del Salento, la città dei santi patroni Pietro e Paolo, presenta gustosi e saporiti piatti di cucina in grado di soddisfare i palati anche più raffinati e da innaffiare con un bicchiere di buon vino che di certo da queste parti non manca.

Per cominciare un buon antipasto: cipollotti amarognoli col fiocco (pampasciuni), preparati in agrodolce o fritti.

In diverse forme e qualità si può gustare il pane. Le "pucce" di forma tondeggiante e gonfia, con o senza olive nere, e le caratteristiche "friselle" fatte con farina di grano o di orzo, ruvido pane biscottato da condire con olio e pomodoro, meritano un posto di tutto rispetto su una tavola imbandita.

Con della farina di grano duro o di orzo si prepara la "pasta fatta in casa". Vari i formati: i "maccheroni", le "orecchiette" e le "sagne". Queste ultime sono delle tagliatelle che vengono cotte con i ceci, dando origine al tradizionale piatto di "tria e ciciari" che viene consumato nella festività di San Giuseppe, il 19 di marzo di ogni anno.

Molto apprezzate sono anche le "ncannulate" (attorcigliate) preparate con carne macinata e ricotta salata.

Tra le verdure tradizionali trovano posto in tavola anche le verdure selvatiche ("zzanguni" e "cicore creste") servite con il purè di fave insieme a tocchetti di pane che possono essere fritti o arrostiti oppure preparate con carne di maiale.

Consumare delle carne di cavallo non è davvero niente male. Ricordiamo in modo particolare i pezzetti cotti al sugo nella "pignata", caratteristico recipiente di terracotta.

Tra i secondi piatti non devono mancare le "moniceddhre", lumache ricoperte da una patina bianca che si preparano arrosto o fritte o al naturale sempre cosparse di sale.

E poi i dolci, tanti. A cominciare dal "pasticciotto", preparato con pasta frolla e ripieno di ottima crema pasticciera che si può gustare in tutte le ore della giornata ma in modo particolare la mattina da accompagnare con un buon caffè o un cappuccino.

Ci sono poi gli "africani", biscotti fatti di solo tuorlo d’uovo e zucchero, molto nutrienti.

Altro dolce tipico è la pasta di mandorla con la quale si realizzano a Natale il pesce e il tronco augurale, a Pasqua l’agnello. Composizioni arricchite all’interno con farcitura di marmellata di pere, mandorlato, buccia di limone e cioccolato.

Con il periodo natalizio prendono corpo le "carteddhrate", dolci di origine bizantina, preparate con sfoglia di pasta tagliata a forma di farfalla ed i "porceddhruzzi", della stessa pasta, ma a forma di gnocchetti, entrambi fritti nell’olio e poi cotti nel miele.

A Pasqua ci sono le "cuddhrure", dolci di pasta frolla a cui si danno varie forme (cestino, gallo, colomba, cuore, ecc.) con incastonato al centro un uovo sodo.

E per finire non si può fare a meno di un buon bicchiere di vino. La coltivazione vitivinicola è ben rappresentata dai vitigni negroamaro, malvasia e chardonnay, tutti riconosciuti nel D.O.C. – D.O.C.G. - I.T.G. – I.G.O. e di recente anche nel "La Selezione del Sindaco" prestigioso riconoscimento internazionale che ha premiato la bontà del vino bianco galatinese denominato "Valle dell’Asso".

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