Le frazioni

Noha

Vista della Chiesa Madonna delle GrazieLa frazione di Noha è situata circa 1 km. a sud-est di Galatina e conta circa 3715 abitanti.

Il ritrovamento di reperti archeologici e tombe messapiche fa supporre che il nucleo abitativo originario di Noha esistesse sin dalla colonizzazione Messapica, vale a dire dal III o II secolo a.c., e che sia stato abitato successivamente da greci e romani.

Non è certa l'origine del nome del paese.

 

Plausibile sembra la teoria secondo cui Noha abbia ereditato il suo nome dall'antica e nobile famiglia feudataria De Noha da Lecce, le cui origini sono documentate con certezza sin dal 1253.

La TrozzaNelle carte geografiche più antiche si trova scritto Noe o Noia. Di qui altre conclusioni: forse deriva da "Novia", termine medioevale che indica un terreno palustre.

 


Oppure dal vocabolo greco "Noa", derivazione del verbo "vedere", ipotizzando che i greci abbiano chiamato così il paese perché ubicato in posizione elevata rispetto alla zona circostante. Altra ipotesi è che Noha, o meglio Noia o Noe, dal latino "Domus Novae" (Case Nuove), fu così ribattezzata dopo la ricostruzione successiva alla distruzione barbarica del 500 d.c.. Il che giustificherebbe la tendenza popolare a chiamare il paese "Nove" (da novae, appunto), nel dialetto locale.

Vista della Chiesa di San Michele ArcangeloNel secolo XV la provincia di Terra d'Otranto fu sconvolta da guerre di successione tra francesi e spagnoli. Questo portò alla naturale aggregazione dei feudi più piccoli a quelli più importanti. Fu così che il feudo di Noha fu inglobato dalla Città di San Pietro in Galatina, di cui seguì le successive vicende storiche.

La Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Michele Arcangelo, è di antica costruzione, anche se l'attuale aspetto è dovuto alla ricostruzione avvenuta nei primi anni del 1900. L'interno è arricchito da pregevoli altari barocchi e in pietra leccese. Il rosone centrale della facciata principale è sormontato dall'antico stemma di Noha: tre torri sormontate da una corona, tra un ramo di quercia e uno di arancio.

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Collemeto

Chiesa della Madonna di CostantinopoliLa frazione di Collemeto si trova 7 Km. a nord-ovest da Galatina e conta circa 2067 abitanti.

Se si prende in considerazione l'ipotesi che il nome del paese sia di derivazione latina, si può ricondurre la sua origine al verbo cumulare (o colmare), che nella trasposizione dialettale diventa nculumare (colmare), e risulta credibile la teoria secondo cui vi sia un chiaro riferimento ad un toponimo che indica una zona di terreno più elevata rispetto ad altre.

Collemeto nasce come centro ecclesiastico sorto in epoca Bizantina, in un luogo in cui sorgeva un'abbazia di monaci Benedettini intorno al sec. VII, e successivamente sede di monaci Basiliani. Attorno a tale abbazia si sviluppò un nucleo abitativo di agricoltori che vivevano a stretto contatto con i monaci.

Fu poi in epoca Normanna che il centro rurale di Collemeto fu valorizzato, grazie anche al supporto dei monaci Benedettini di Nardò e degli Olivetani di Galatina.

Successivamente il feudo divenne proprietà dei Maremonte e dei Brunello di Nardò. Quando, nei primi dell''800, furono aboliti i feudi, una parte del territorio di Collemeto divenne proprietà di privati e il resto, in seguito all'Unità d'Italia, fu incamerato dal demanio.

La Chiesa parrocchiale è dedicata alla Madonna di Costantinopoli.

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Santa Barbara

Chiesetta nalle frazione di Santa BarbaraA circa 3 km. di distanza è situata la frazione di Santa Barbara, che è popolata da circa 151 abitanti.

Data l'accentuata vicinanza, le vicende storiche di Santa Barbara ebbero una naturale connessione con quelle di Collemeto.

Documenti medioevali parlano di questo agglomerato come di "S. Barbara de paludibus".
È infatti su un terreno originariamente paludoso che, agli inizi del '500, sorse un feudo baronale che, dopo varie successioni di proprietà, fu venduto a Domenico Andriani, la cui famiglia rimase padrona di Santa Barbara fino all'abolizione della feudalità.

Foto: Daniele Grappa

 

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