Lastra messapica SEI IN : Museo "P. Cavoti" (HOME) > Sala 5 > Lastra messapica Lastra in pietra con iscrizione messapica che testimonia l'antichità degli insediamenti umani nel nostro territorio. Nell'articolo Corpus Iscriptionum Messapicorum in rivista Indo-Greca Italica di Filologia, Lingua Antichità, del 15 settembre 1935, F. Riberro racconta che la lastra fu ritrovata a Galatina nel 1882 a circa mille passi dalla città in località Pisanello. Il ritrovamento si deve all'archeologo galatinese Luigi Viola il quale rifeva inoltre che Cosimo De Giorgi l'aveva vista e successivamente conservata in casa del prof. Pietro Cavoti. L'importanza di tale reperto archeologico è dovuta all'antichità dello stesso. I Messapi (detti anche JAPIGI) erano un'antica popolazione della regione che i romani chiamavano APULIA. Erodoto assegnava ai messapi la penisola da Taranto e Brindisi fino al Capo di Leuca. Per quanto incerta e discussa sia la loro origine, l'ipotesi oggi più seguita è che si tratti di popolazioni illiriche (Jugoslavia) giunte nella penisola salentina alla fine dell'età del bronzo (XII sec. A.C.) Le prime notizie storicamente accertate sui messapi risalgono al V sec A.C.. Inizialmente si diffusero lungo le coste e nell'immediato entroterra; soltanto nel III e II sec A.C. si stabilirono anche nel territorio interno. Messapie erano le città unite contro Taranto nella guerra del 473 A.C. quindi si trattava di comunità stabili politicamente strutturate e militarmente organizzate. La lingua japigo-messapica viene definita indo-europea, se pur con molte varianti dialettali nello stesso Salento. Cultura e produzione artistica sembrano rifarsi molto a quelle greche. Ripetutamente ribelli ai romani, furono assimilati con l'imposizione della cittadinanza romana, avvenuta dopo l'88 a.C. che accelerò il processo di trasformazione da genti illiriche in latini. SEI IN : Museo "P. Cavoti" (HOME) > Sala 5 > Lastra messapica |
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