Il Caino SEI IN: Museo "P. Cavoti" (HOME) > Sala 1 > Gaetano Martinez (Le Opere) > Il Caino
Fu la prima opera eseguita a Roma. Nel '31 lo stesso Martinez scrisse che "assillato da un mondo di forme e di drammatici fantasmi umani" lo aveva realizzato "di getto e direi quasi con foga" in venti giorni. Il realismo dell'opera è sottolineato dallo stesso Martinez che la definisce "troppo realistica e poco elaborata, un po' rodiniana, ma nuova nel concetto e di grande efficacia". Un'efficacia dovuta soprattutto alle caratteristiche fisiche ingigantite e quasi deformate, ad una crudezza del particolare che non ravviseremo in nessun'altra opera dell'artista. Drammatica l'espressione del volto, che sembra fermare il momento stesso in cui alla mente dell'omicida balza, quasi confusamente, il rimorso per la propria colpa; una colpa ricordata dal volto del fratello che affiora dalla base come se emergesse dalla sua ottenebrata coscienza. Scrisse Garatti: "Statua completa nell'analisi anatomica, dinamica nello sforzo, umana nella contrazione, spasmodica nell'orrore, Caino non grida soltanto il proprio rimorso al fantasma fraterno che affiora. Grida la personalità dell'artista". L'opera è legata alle problematiche decadenti di primo '900 caratterizzate dal conflitto tra bene e male, angelico e demoniaco, e dalla ricorrente tematica del "rimorso" già affrontata dal Martinez nei "nudi" del 1914-15. Il "Caino" esposto nel 1924 alla Prima Mostra di Artisti Pugliesi organizzata a Roma da Alfredo Petrucci, catalizzerà, per l'inusitata forza espressiva, "rude" e quasi "primordiale", l'attenzione della critica, procurando al nostro scultore le prime lusinghiere menzioni (Marti, 1924). L'opera, infine, per la forte espressività gli portò i primi riconoscimenti da parte della critica. SEI IN: Museo "P. Cavoti" (HOME) > Sala 1 > Gaetano Martinez (Le Opere) > Il Caino |
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