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Baldassarre Papadia Storico Galatina, 1748 Galatina, 1832 |
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Laureato in diritto civile ed economico a Napoli, fu uno dei maggiori storiografi del Salento, oltre che membro dell'Arcadia, della società Pontiana di Napoli e di altre prestigiose Accademie italiane. La sua biblioteca era così vasta che spaziava dalla storia alla letteratura classica, dalla numismatica alla geografia dalla giurisprudenza alla filosofia. Nel 1792 pubblicò "Memorie Storiche della città di Galatina", opera successivamente inviata a Napoli al fine di far conoscere la storia di uno dei più importanti paesi della provincia di Lecce. In seguito alla pubblicazione di questo suo scritto che comprende anche brevi biografie dedicate a diverse personalità cittadine, Ferdinando IV re di Napoli, elevava Galatina al rango di città. Tra gli altri ricordi letterari lasciati da lui, anche alcuni sonetti e madrigali, molto richiesti all'epoca in occasione di matrimoni, nascite e momenti celebrativi.
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Marcantonio Zimara Filosofo Galatina, 1475 c.a. Galatina, 1535 c.a. |
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Laureato in filosofia e medicina a Padova, sebbene di umili origini, eccelse così tanto che Alessandro Tassoni lo incluse nei moderni filosofi. Nella stessa città che gli eresse una statua, fu pubblico Rettore di filosofia. Scrisse numerose opere, non tutte stampate, in cui la sua dottrina prendeva le mosse da Aristotele e Averroè, i suoi manoscritti sono conservati presso biblioteche italiane ed europee. Nel 1507 fu nominato ordinario di filosofia presso l'Università di Padova. Nel 1514 fu nominato sindaco di Galatina e nel 1522 a Napoli fu portavoce delle polemiche che affliggevano la patria oppressa dai soprusi dei Duchi Castriota, qui pubblicò l'opera "Theoremata" dedicata al principe Fernando Sanseverino che lo chiamò a Salerno dove insegnò per vari anni filosofia e medicina teorica. Successivamente fu nominato alla cattedra di lettore di metafisica nelle pubbliche scuole di S. Lorenzo a Napoli. Negli ultimi anni della sua vita scrisse l'opera "Tabula dilucidationum", un'accurata guida alle opere di Aristotele ed Averroè di filosofia naturale e metafisica.
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Pietro Colonna detto "il Galatino" Teologo, ebraista. Galatina, 1460 c.a. Roma, 1540 c.a. |
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Pietro Colonna apparteneva all'Ordine dei frati minori osservanti, presso il convento di S. Caterina a Galatina. Profondo conoscitore dell'aramaico e dell'ebraico oltre che del latino e del greco, fu primo forse in Italia ad imparare l'etiopico, fu docente universitario di filosofia e teologia e penitenziere apostolico in S. Pietro a Roma. Ebbe relazioni amichevoli con personalità ecclesiastiche e politiche come i Pontefici Leone X e Paolo III, l'Imperatore Massimiliano I, Carlo V, Ferdinando il Cattolico, Enrico VIII d'Inghilterra, dai quali fu stimato per la sua cultura. Di instancabile operosità scrisse numerose opere a carattere teologico, i cui manoscritti sono conservati nella Biblioteca Vaticana. La sua opera più celebre "De arcanis catholicae veritatis" affronta la questione del valore da attribuire ai testi sacri ebraici, una copia del 1518 è conservata nella biblioteca civica di Galatina. Di lui sono noti anche i "Commentaria Luculentissima in apocalipsim Ioannis", nei quali si possono notare molti riferimenti agli affreschi della Basilica di S.Caterina. Nel libro IV di questa opera riferisce della strage dei Martiri d'Otranto (1480) della quale fu testimone. Importanti sono inoltre alcuni trattati ed opuscoli lasciati nel Convento romano dell'Ara Coeli.
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Pietro Siciliani Filosofo, Pedagogista Galatina, 1832 Galatina, 1885 |
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I suoi studi si svolsero prima nel seminario di Otranto, poi a Lecce e a Napoli infine a Pisa dove si laureò in medicina e chirurgia. La sua vocazione però orientò i suoi studi verso le discipline filosofico-positivistiche, tanto da ottenere nel 1862 la cattedra di filosofia speculativa e morale nel Regio liceo Dante Alighieri di Firenze. Fu professore universitario anche a Bologna incaricato all'insegnamento della pedagogia.
Egli infatti era convinto che l'educazione era il mezzo decisivo per il progresso dell'umanità ed espresse tale concezione anche nella sua opera maggiore, "La scienza dell'educazione". Fermamente convinto che l'azione educativa doveva prevedere anche l'intervento della famiglia e della società, contribuì all'istituzione di un centro di studi pedagogici favorendo l'elevazione della pedagogia al rango di scienza. Altro suo pensiero fondamentale fu il principio dell'autodidattica che pur non escludendo l'azione dell'educazione mette in primo piano il protagonismo del soggetto da educare. Tra gli altri suoi scritti si ricordano: "Sul Rinnovamento della filosofia positivistica in Italia" (Firenze, 1872), "Storia critica delle teorie pedagogiche e sociali" (Bologna, 1882), "Rivoluzione e pedagogia moderna" (Torino, 1882). La Biblioteca Comunale di Galatina porta il suo nome.
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Alessandro Tommaso Arcudi Storico Galatina, 1655 Andrano, 1718 |
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Appartenente ad una storica famiglia galatinese, all'età di 17 anni entrò nell'ordine dei Padri Predicatori (Domenicani) diventandone predicatore generale. Lasciò numerosi scritti di carattere filosofico e religioso alcuni dei quali sono conservati nella biblioteca civica di Galatina. Autore dell'operetta "Galatina letterata" edita a Genova nel 1709, dove sono raccolte notizie riguardanti 44 uomini illustri che hanno onorato la sua città natale, testo tuttora utilizzato quale preziosa fonte storiografica. La sua prima opera, del 1699, fu "L'anatomia degli ipocriti" firmata con lo pseudonimo di Candido Malasorte Ussaro, anagramma del suo nome e cognome, in cui i suoi bersagli preferiti furono i Gesuiti accusati di visitare botteghe e "femminelle" anziché ritirarsi a studiare. Per tal motivo fu relegato dai suoi superiori nel Convento di Andrano dove morì nel 1718 lontano dall'amata patria galatinese.
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