"Contemporanearte"

Oriente - Occidente - quali vie per trovare la pace

(dal 26-04-2002 al 25-05-2002)

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Roberta Giovannini Mouffid

Dopo l'Istituto d'Arte "A. Venturi" di Modena si è diplomata presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1976. Insegnante di Educazione artistica e discipline pittoriche, vive in via Bassa Paolucci, 45/D a Casinalbo (Mo) tel. 059/551599, dove ha sede il suo studio. E' stata presidente del gruppo Jacopo Cavedani che gestisce la galleria di Sassuolo, svolgendo una attività organizzata, collaborando con l'assessorato alla cultura per la realizzazione di mostre ed iniziative d'arte.

Partecipa alla realizzazione di opere grafiche: manifesti, opuscoli, ecc..., per la divulgazione culturale ed artistica, opera in questo ambito espressivo collaborando a progetti espositivi culturali.

 

ATTIVITÀ ESPOSITIVE PRINCIPALI: CONCORSI

Premio della biennale d'arte S. Lazzaro di Savena (Bo)

Concorso internazionale d'arte contemporanea a Porto Verde 1975 Gran premio della Stampa concorso mostra pittura (Mi).

 

LA RICERCA

Cerco il recupero del mio passato attraverso gli occhi del presente e lo sguardo sconfina in alcune situazioni terrificanti che l'uomo crea con le sue mani. Nascono così in questa ottica le tele da materasso di un civiltà contadina, che si lasciano riempire di parole e simboli attuali. La base delle tele, che fa parte di un consolidato. passato, fa sì che anche ciò che verrà acquisti una propria vita, buon auspicio per il futuro instabile.

Alla base di questo discorrere concettuale o letterale, vi è una continua ricerca formale, colorista e di nuovi materiali: credo nella solidale base di elementi espressivi che si fondano, alla ricerca di un contenuto in grado di emozionare. Emozioni, sentimenti, parole, considerate ormai superate dalla critica attuale riempiono fogli vuoti e senza senso, contorti e incomprensibili.

Credo nell'incontro tra passato e presente, incontro tra Oriente ed Occidente, culture differenti ma salde se unite assieme in un arricchimento comune. Incontro e non omologazione, o fusione, che determinerebbero la fine dell'una e dell'altra civiltà, proprio come sta accadendo per altre che attualmente sono state assorbite da rotenze in grado di snaturare l’entità e la vita ad un popolo. Il mio attingere ad un passato, ai ricordi di una civiltà contadina che ho in parte vissuto ed accostato, mi riporta alla memoria i gesti delle donne, che durante i primi caldi usavano esporre i propri materassi al sole.

Proprio in quel momento la particolarità dei tessuti veniva mostrata, poiché durante tutto l'anno il tutto era nascosto e ricoperto fungendo solo da giaciglio. Mi sono riempita gli occhi ed ho imbrigliato il mio sguardo in questi verticalismi, a volte logorati dall'uso insistente e quando più nulla c'era da fare, ricordo che mia madre sapeva come recuperarli. Divenivano burassi che nell'uso domestico davano uno spirito particolare alla casa, la loro vista non mi abbandonava mai. Mi capita sempre più di rado di trovare, dopo una faticosa ricerca questi tessuti, poiché non vengono ora più prodotti. Sono stati utilizzati da chi se ne priva per farmene un dono, su di essi sono impressi i ricordi ed il tempo ormai trascorso. Sembra che sulla superficie si sia stampata la memoria, che si rafforza attraverso il rinnovamento creato dal presente.

Su di essi qualcuno ha amato, ha vissuto, ha riposato o è morto. Se tutto questo mi lega alla mia origine la proiezione nel futuro attraverso il presente si è annidatà in me dopo aver conosciuto mio marito Mouffid. Da uomo orientale e Palestinese mi ha insegnato molte cose, una delle quali è stata la conoscenza di un mondo diverso dal mio: quello orientale ricco di valori umani.

E' qui che il mio passato occidentale incontra la cultura orientale. Nello studio della scrittura araba non mi pongo l'obiettivo di giungere alla bella grafia. La mia profonda riconoscenza e stima va agli specialisti orientali che hanno speso la loro vita nel rendere il calligrafismo pregevole nelle diverse manifestazioni stilistiche. Attraverso tecniche e mezzi differenti la ricerca quotidiana mi ha condotto ad esprimere pittoricamente idee e pensieri, dove le parole diventano contenuti che si elevano verso l'alto. Infatti i tessuti sui quali traccio i segni sono prevalentemente, posti verticalmente.

La linea verticale conduce lo sguardo verso l'alto, incontrando l'astrazione e il divino.

 

Roberta Giovannini Mouffìd

 

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