"Contemporanearte"

Oriente - Occidente - quali vie per trovare la pace

(dal 26-04-2002 al 25-05-2002)

 

Associazione culturale "Boys Sport & Cultura" Comitato provinciale di Terra D'Otranto
con la collaborazione del Patrocinio
Comune di Galatina Regione Puglia
Provincia di Lecce
Luigi Caiuli Salvatore Carbone
Nicola Cesari Luigi Congedo
Vincenzo Conged Franco Cudazzo

Dopo l'attacco alle "Torri Gemelle", dell'11 settembre scorso, è dawero difficile trovare una chiave di lettura su di un tema, "Oriente - Occidente: quali vie per trovare la pace?" così ampio per la ricchezza storica dei popoli legati alle sponde del Mediterraneo, per la complessità dei costumi, per la pluralità delle lingue e, infine, per la singolarità dei valori religiosi.

L' 11 settembre ha radicalmente cambiato le mappe concettuali di un modello di razionalità che solo per presunzione credeva di leggere i rapporti tra i popoli per poi imporre le soluzioni sempre comode, rispetto ai bisogni dei Potenti.

Questa volta, con un gesto estremo, si scopre la nullità della difesa fondata sull'arroganza della scienza tecnologica, la vulnerabilità del sistema sociale, la fragilità della democrazia economica delle grandi città; 1'11 settembre mette fine al metodo della guerra come mezzo efficace per gestire la lotta tra i popoli, azzera le certezze sociali e apre un conto nuovo tra le civiltà d'oriente e d'occidente, dove la politica si rivela essere incapace di soluzioni perché le vecchie regole non funzionano più e anche perché l'arte della comunicazione si trova senza grammatica perché si è rotto l'equilibrio del sistema e il modello dei valori sociali che non dà più risposte valide a tutti gli interrogativi radicali presenti nel contenzioso della lotta tra oriente e occidente.

Per tutti il senso d'angoscia diventa la forza che regola lo scorrere delle ore e, ora, come cura, ci si affida ad un vecchio principio che ha funzionato nella storia del dominio del diverso: il principio della lotta al nemico e, quindi, dell' impegno di tutte le risorse possibili per la sua distruzione; così muoiono interi popoli, si distruggono intere civiltà, ma il nemico rimane e la guerra continuerà sempre di più, sempre più dura, più violenta, più intransigente rispetto all'uomo.

E' da questa considerazione che è nato il bisogno di non accontentarsi più del vecchio modello di lotta da sempre utilizzato per risolvere i conflitti sociali tra i popoli, fino alla distruzione del nemico, si è deciso di non giocare più alla guerra per distruggere il diverso, ma di tentare dei piccoli passi personali, partendo dal di dentro della propria coscienza, per poi fare i conti con il proprio vissuto, nell'esperienza del sentire, del vedere, dell'ascoltare e per cominciare, quindi, a segnare la crisi dell'essere nei toni delle parole, nella profondità dei colori, infine, nella forza delle linee e delle forme, per trovare il principio generativo di concetti alla base dell'esperienza soggettiva, che diventa scoperta di valori: il tentativo di aprirsi al "tu", alla civiltà del dialogo, mediante tecniche personali artistiche.

E' così che le linee segnano la ricchezza di geografie personali, diverse per formazione, per livello di ricerca, per specificità di linguaggi pittorici e scultorei e per proprietà di tecnica di realizzazione dei messaggi, intesi sempre a comunicare qualcosa che nasce dall'interno per portare all'altro, che guarda o che tocca, il senso di un significato.

Così il gruppo degli artisti arriva a realizzare la manifestazione "Contemporanearte" non per scelta maturata interiormente, ma per una sollecitazione di avvenimenti esterni, come, appunto, l'attentato alle Torri, dell'11 settembre e la successiva guerra in atto tra gli israeliani e i palestinesi.

Per questo motivo il catalogo è condizionato ed è costruito per percorsi, che sono segnati dall'esperienza artistica che ognuno ha maturato nel corso di lunghi anni di ricerca, vissuti spesso, anche, come docente tra i giovani.

La consapevolezza che l'uomo senza verità può trovare nell'arte gli strumenti per vincere la paura, per dominare la forza devastante e irrazionale del dubbio, trova il modo e la forza per vivere fuori attraverso le opere di questi artisti, per giocare nell'essere con l'adozione di linee, di punti, di tavolozze ricche di colori, di geometrie costitutive di figure che creano esperienza per l'inconscio che riesce a trovare nei colori caldi il luogo per esprimere i sentimenti nella forza creativa del colore il senso ancora di scommettere sull'utopia e di affermare il diritto di sognare.

La forza del diritto di sognare e il coraggio di cercare nelle mani il senso del cielo e la voglia di sognare nell'azzurro il bisogno della libertà sono le ragioni che portano il gruppo a sentirsi come un laboratorio dove confrontarsi sulle idee e dove cercare insieme le condizioni per promuovere la ricerca di una società che abbia nell'arte le vie' del futuro.

Il percorso indicato afferma un principio e un valore, consapevole che la società dell'uguaglianza nasce quando l'uomo riesce a farsi carico di rispondere alle domande del più debole e di liberarlo dal bisogno; questa esperienza scommette di promuovere una nuova razionalità che parte dal riconoscimento della pluralità dei bisogni e individua la forza per consentire che ognuno, dicendo “io”, non debba chiudere l'esperienza nel recinto dell'egoismo.

 

Luigi Mangia

 

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