"Contemporanearte"
Oriente - Occidente - quali vie per trovare la pace
(dal 26-04-2002 al 25-05-2002)
SEI IN: Museo "P. Cavoti" (HOME) > "Contemporanearte" > Vincenzo Congedo
Vincenzo Congedo

L'argilla è un materiale facile da lavorare e si presta molto bene al volere delle mani: Vincenzo Congedo costringe la terra umida ad esprimere dei valori appesi al filo della memoria nel profondo della cultura mediterranea.
I
tratti mediterranei più espressivi sono profili di volti che primeggiano la
materia delle figure umane contenute in linee geometriche che nello spazio
definiscono l'espressione di corpi che cercano di raccontarsi esprimendosi in
sentimenti umani nel gioco dell'essere, dove le forme di volti mediterranei
cercano le vie possibili per stare insieme. Ogni figura è diversa ed
individuale nella dimensione del dolore, ma le forme umane sono uguali
nell'esercizio della parola, nell'espressione del bisogno e nel grido di aiuto,
dove le geografie dei corpi sembrano trovare le vie possibili per stare insieme.
Ci sembra evidente che con la sua opera Enzo Congedo voglia denunciare i
limiti della definizione che dire che l'Italia è un paese di frontiera è
fermarsi semplicemente ad un'idea di guerra fredda, superata dagli eventi che
hanno imposto una nuova geografia politica in Europa, senza appello.
Questo
concetto di frontiera che nei sentimenti di Vincenzo Congedo sembra definitiva-
mente superato, almeno nella sua funzione tradizionale, mentre il sangue di
questi giorni lo fa ritornare di moda, lo ricicla, lo riabilita, lo riattiva in
un nuovo conflitto dove noi salentini siamo i più esposti.L' Italia è un paese
centrale per l'Europa, e principale fondatore dell'unione del vecchio
continente, ma è anche il Paese più periferico, quello che ha più interfacce
con il maggior numero di realtà extraeuropee; l'Italia è un paese intrecciato
con tante realtà politiche e sociali: mondo balcanico, greco e turco.
Il
nostro è un paese frontaliero, solo che una frontiera culturale non ha nulla a
che spartire con la vecchia concezione di frontiera militare.
Nell'opera
"Mani senza Frontiere" Congedo esprime la denuncia ed un senso di
sfiducia verso i limiti della diplomazia e della politica ed afferma un senso di
frontiera culturale come luogo di incontro, di convergenza, un crocevia aperto
alle sensibilità diverse, che solo il linguaggio dell'arte ha la forza della
promozione del dialogo e l'opportunità di promuovere l'esperienza aperta al
mondo dei valori, attraverso i quali è possibile pensare ad una società capace
di pace. L'opera di Congedo, perciò, invita a riflettere sul pericolo di
militarizzare la frontiera culturale e, per questo, il suo messaggio è
indirizzato alle istituzioni perché possano promuovere
momenti di incontro per evitare la solitudine dei cuori e la disperazione
del- l'uomo nella storia. Il gesto più evidente di grido di solidarietà è
espresso da due mani che indicano nello spazio la via della pace tra Oriente e
Occidente.
Gigi
Mangia
SEI IN: Museo "P. Cavoti" (HOME) > "Contemporanearte" > Vincenzo Congedo